Nella puntata del 15 novembre di Report – celebre programma di giornalismo di inchiesta condotto da Sigfrido Ranucci sui Rai3 – la Tuscia è stata al centro di un servizio che ha messo in luce i problemi legati alla monocultura delle nocciole.
Accanto alla crescita delle coltivazioni, negli ultimi anni si è sviluppato anche un solido tessuto di aziende di trasformazione, specializzate nella produzione di creme spalmabili alla nocciola e paste pure. Molte di queste realtà lavorano nocciole convenzionali, spesso destinate ai grandi gruppi industriali, adottando logiche di filiera intensiva.
La lavorazione della nocciola nella Tuscia: l’impegno di Deanocciola
In questo scenario, Deanocciola è emersa come un esempio virtuoso di azienda che eccelle nella lavorazione della nocciola biologica.
L’inchiesta ha evidenziato come la coltivazione convenzionale (cioè quella non biologica) stia impattando negativamente sull’ambiente, con l’uso intensivo di diserbanti e una perdita di biodiversità. Al contrario, Deanocciola ha raccontato il proprio impegno nel sostenere una filiera 100% biologica, che rispetta il territorio e garantisce un prodotto di alta qualità.
Durante l’intervista con la manager Manuela De Angelis, sono emersi i punti di forza dell’azienda: la conduzione familiare, l’utilizzo di nocciole biologiche certificate, i controlli di qualità rigorosi e la sostenibilità come valore centrale. Questo approccio non solo tutela l’ambiente, ma rappresenta anche un vantaggio competitivo per i partner commerciali.
L’intervista completa è disponibile qui.




